
Aldo Villabruna, scopritore del sito, è stato insignito insieme a Carlo Mondini del Pelmo d’Oro 2014 per la cultura alpina, per essere stati per oltre trent’anni un punto di riferimento ineludibile per un esteso appassionato nucleo di studiosi e praticanti e per aver spalancato, con le loro intuizioni, le porte della preistoria e protostoria di montagna nella provincia di Belluno. Nel corso della serata andremo alla scoperta della sepoltura preistorica più antica delle Dolomiti, che appartiene al Paleolitico superiore finale, in particolare alla cosiddetta Cultura Epigravettiana (circa 15.000-10.000 anni dal presente).
Il libro:
Una bimba, curiosa della vita, racconta di un’estate passata con la sua tribù nella Valle del Cismon.
Tramite i suoi occhi, veniamo a scoprire come potevano vivere dei nomadi, cacciatori-raccoglitori Cro-Magnon, vissuti 14.000 anni fa. Siamo catapultati in quel periodo a noi così lontano, dove si era legati ai ritmi della natura, quando l’alternanza del giorno e della notte scandiva le attività quotidiane e si era spinti a inseguire le migrazione degli animali per vivere.
Una bimba con un grande senso di appartenenza alla sua tribù, piena di voglia di dimostrare ai suoi compagni che anche lei, nonostante l’età, è in grado di collaborare attivamente ai lavori necessari alla loro sopravvivenza; tanto che si scortica le mani, pur di aiutare anche lei, alla costruzione del riparo dove vivranno per quell’estate.
Una bimba affascinata dalle conoscenze degli adulti, assillante nel chiedere spiegazioni, perché anche lei vuole apprendere le tecniche migliori per svolgere le varie mansioni. Ma ancora non tutti i membri della tribù sono pronti a divulgare il proprio sapere. Ci vuole il tempo per apprendere e il tempo per insegnare. Il tempo che merita, come le spiegherà un giorno il papà.
Una bimba con delle paure, che riesce comunque a sconfiggere con i suoi stratagemmi. Tocca la collanina regalatele dalla nonna per farsi coraggio, o invoca a modo suo gli spiriti, anche se non è a conoscenza delle parole esatte da dire, quelle che invece sa proferire sapientemente il nonno.
Una bimba alla quale non piacciono le radici amare da mangiare, ma invece va ghiotta del miele dolce, proprio come i bimbi che verranno 14.000 anni dopo di lei.
Una bimba che assapora i momenti belli della giornata. Capisce subito che i più significativi sono quelli vissuti in condivisione con gli altri membri della tribù . Come alla sera, quando accoccolati attorno al fuoco, si ascoltano le storie raccontate dalla mamma.
Una bimba affascinata dai riti magici e tribali e dalle usanze che caratterizzano la sua tribù. Come il ringraziamento per il cibo, il propiziarsi gli spiriti della foresta e il rito funebre per augurare al defunto un buon viaggio dopo la morte.
Una bimba orgogliosa del suo papà, che saprà ricordarsi dei suoi insegnamenti, riuscirà a portarlo sempre dentro di sé e continuare a farlo vivere, anche quando lui non sarà più lì con lei.