Valle di Cadore: sinergia fra Soprintendenza e Anas per i ritrovamenti archeologici

Di concerto con il funzionario archeologo della Soprintendenza, Alessandro Asta, si è provveduto a dare il via a veri e propri scavi estensivi e, per non rallentare l’iter esecutivo, sono stati resi dei pareri intermedi liberando via via le aree indagate, aspetto fondamentale per consentire di affidare i lavori. L’estensione degli scavi, a ridosso di un edificio moderno che doveva essere demolito e oramai a cantiere aperto, ha riservato nuove sorprese: è stato individuato un settore di un villaggio d’età preromana con vani parzialmente incassati contro il pendio e affiancati gli uni agli altri, a differente livello di conservazione.

06 marzo 2024

Il progetto dell’opera stradale “SS51 di Alemagna – attraversamento dell’abitato di Valle di Cadore”, è stato sottoposto al parere della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio dell’area metropolitana di Venezia per le province di Belluno, Padova e Treviso che ha attivato la “Verifica preventiva dell’interesse archeologico”, chiedendo l’esecuzione di saggi preventivi in corrispondenza dell’imbocco della nuova galleria funzionale ad alleggerire il traffico del centro urbano.

Alcuni saggi, effettuati sulla base di un progetto di Indagini redatto in ottemperanza alle prescrizioni dagli archeologi della Direzione Tecnica di Anas Pina Maria Derudas, Anna Angelica Carrera e Giovanni Gallucci e affidati alla Cooperativa P.E.T.R.A. di Padova, hanno dato esito parzialmente positivo e i successivi allargamenti hanno portato all’individuazione di tracce mal conservate di un possibile segmento stradale di incerta cronologia (anche se la presenza in strato di alcune monete farebbe propendere per il periodo tardo antico) e di parte di una struttura in pietra a secco di non chiara funzione: di concerto con il funzionario archeologo della Soprintendenza, Alessandro Asta, si è provveduto a dare il via a veri e propri scavi estensivi e, per non rallentare l’iter esecutivo, sono stati resi dei pareri intermedi liberando via via le aree indagate, aspetto fondamentale per consentire di affidare i lavori.

L’estensione degli scavi, a ridosso di un edificio moderno che doveva essere demolito e oramai a cantiere aperto, ha riservato nuove sorprese: è stato individuato un settore di un villaggio d’età preromana con vani parzialmente incassati contro il pendio e affiancati gli uni agli altri, a differente livello di conservazione

Da una prima analisi dei numerosi reperti ceramici ritrovati, sembra probabile che il villaggio risalga alla tarda età del Bronzo. La posizione del sito riveste una particolare rilevanza per la storia del popolamento del Cadore, in quanto piuttosto lontana dai ritrovamenti dell’età del Ferro e romani avvenuti in passato nel comune di Valle. Peraltro, è la prima volta che emergono testimonianze così antiche di un insediamento stabile in Cadore, ad eccezione di precedenti testimonianze di villaggi intorno alla Val Belluna, a quote collinari. Tutto ciò apre, dunque, nuove prospettive di studio sui rapporti con le comunità dell’area alpina settentrionale, con cui in precedenza i contatti erano testimoniati solo a partire dall’avanzato I millennio a.C.

Per far fronte alle varie esigenze poste dal serrato calendario dei lavori, l’attività di scavo viene condotta in stretta sinergia tra la Soprintendenza (direzione scientifica Alessandro Asta), il direttore dei lavori Alberto Casarin, il coordinatore scientifico Pina Maria Derudas, il RUP Ettore De la Granellais e gli archeologi della Cooperativa P.E.T.R.A. (che opera nell’ambito dell’AQ DG 21/02 Lotto 1 – RUP Angelo Dandini), con l’obiettivo di raggiungere la piena soddisfazione per le attività di conoscenza scientifica e di tutela del patrimonio archeologico e, al contempo, di garantire le esigenze di operatività del cantiere, finalizzato alla realizzazione di un importante collegamento stradale.

 

Nelle foto, gli scatti del drone sugli scavi archeologici in corso nell’area interessata dai lavori.